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Via Francigena


Le Vie Francigene nel sud, un ponte tra oriente ed occidente, da Roma a Gerusalemme

Le Vie Francigene nel Sud uniscono l’Occidente all’Oriente, il cristianesimo al paganesimo, l’Età Antica al Medio Evo. Un itinerario trasversale, tra basolati romani ed antichi tratturi, templi pagani, imponenti cattedrali e santuari cristiani, dolci panorami collinari e aspri passaggi montani.
Questo spazio è dedicato alle vie antiche e moderne, e potrete trovare nelle nostre pagine sia la storia delle antiche vie di pellegrinaggio, sia le mappe e le descrizioni dei moderni itinerari della Via Francigena, o meglio delle Vie Francigene nel Sud.

TAPPA 1 - Da Roma a Castel Gandolfo
La prima tappa della Via Francigena nel Sud è forse la più emozionante dell’intero percorso: si cammina attraverso la storia, toccando alcuni tra i monumenti più famosi del mondo prima di imboccare la Via Appia Antica e immergersi in un paesaggio fuori dal tempo.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata lungo la Via Appia Antica dopo la chiesetta Domine Quo Vadis

TAPPA 2-  da Castel Gandolfo a Velletri
Una tappa piacevole tra i boschi del Parco regionale dei Castelli Romani, con bellissimi panorami sui laghi di Albano e Nemi.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiate in via Pio XI, a Castel Gandolfo, e un tratto lungo la via Nemorense, a sud di Nemi

TAPPA 3 - da Velletri a Cori
Il paesaggio rurale è la principale attrattiva di una breve e facile tappa, che crea qualche problema di orientamento nella parte centrale.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata in via Ponte della Regina uscendo da Velletri e un tratto lungo la carreggiata di via della Vecchia Stazione di Cori

TAPPA 4 - da Cori a Sezze
Un percorso panoramico di rara bellezza, con tre straordinarie attrattive storiche: l’antica città di Norba, l’abbazia cistercense di Valvisciolo e il centro storico di Sermoneta.
Dopo Sermoneta è' possibile seguire una variante che sale a Bassiano.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata della via Norbana, in prossimità dell’Abbazia di Valvisciolo

TAPPA 4 - Variante Bassiano
Una variante lunga ed impegnativa che sale a Bassiano.

TAPPA 5 - da Sezze all'Abbazia di Fossanova
Una tranquilla tappa di transizione, in cui lasciamo il percorso pedemontano per scendere verso la pianura pontina e raggiungere l’abbazia di Fossanovagioiello dell’architettura cistercense.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata di via Sorana, all’uscita di Sezze

TAPPA 6 - dall'Abbazia di Fossanova a Terracina
Camminiamo verso Terracina lungo un tratto privo di particolari emozioni. Ci troviamo in un territorio dedito all’agricoltura intensiva, solo i Monti Ausoni variano il paesaggio geometricamente caratterizzato dalle differenti coltivazioni. Giunti alla meta possiamo godere del fascino storico della città, da dove nell'antichità i pellegrini potevano scegliere di imbarcarsi per Gerusalemme.
Dall'abbazia di Fossanova è possibile seguire una variante montana che passa da Sonnino.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata della strada lungo Pedicata

TAPPA 6 - Variante Camposoriano
Una bella variante montana, più lunga e faticosa rispetto al percorso principale, che però consente di visitare il "Monumento Naturale" di Camposoriano.

TAPPA 6 - Variante Sonnino
Dall'Abbazia di Fossanova possiamo aggiungere una giornata di viaggio percorrendo questa lunga variante che sale fino a Sonnino.

TAPPA 7 - da Terracina a Fondi
Una tappa collinare che ci accompagna prima lungo un bel tratto di Appia Antica, con alcuni esempi di antico basolato, per proseguire verso la piana di Fondi, tra i monti Aurunci.
Punti critici:

Tra Terracina e il lago di Fondi un tratto di sentiero invaso dalla vegetazione prima del bivio con la SS7, e poi un tratto pericoloso per i pedoni sulla carreggiata della SS7

TAPPA 8 - da Fondi a Formia
Una tappa ricca di suggestioni in cui la Via Appia è protagonista, prima positiva e poi negativa: nella prima parte proviamo l’emozione di attraversare uno straordinario tratto dell’Appia Antica, che ha mantenuto in gran parte il suo aspetto originario. Nella seconda parte siamo costretti a camminare lungo la carreggiata dell’Appia Nuova, il cui traffico intenso e veloce richiede la massima prudenza da parte dei pellegrini di oggi.
Punti critici:

Vari tratti lungo la carreggiata della Via Appia Nuova tra Fondi e Formia

TAPPA 9 - da Formia a Sessa Aurunca
Percorriamo gli ultimi chilometri in territorio laziale, per sconfinare nel tratto campano della Via Francigena nel Sud. L’itinerario è interessato in gran parte da strade asfaltate, che rendono il percorso meno affascinante rispetto alle tappe precedenti. In corrispondenza del torrente Garigliano possiamo visitare il bel complesso archeologico dell’antica Minturnae.
Punti critici:

Un tratto pericoloso per i pedoni sulla carreggiata della SS7

TAPPA 10 - da Sessa Aurunca a Nocelleto
La bellezza naturalistica e paesaggistica di questo tratto compensa la momentanea assenza delle attrattive storico-archeologiche che caratterizzano la Via Francigena nel Sud, per lasciar spazio a scenari caratterizzati dalla feconda intesa fra terra e lavoro dell’uomo. Camminando in questo territorio non stupisce come l’area si sia guadagnata il nome di Campania Felix.
Da Sessa Aurunca parte un percorso alternativo montano più orientale che punta verso Teano e Riardo e raggiunge la valle del fiume Volturno ad Alife, per proseguire poi fino a Benevento lungo il fondovalle del fiume Calore.
Punti critici:

Nessuno

TAPPA 11 - da Nocelleto a Santa Maria Capua Vetere
Una breve tappa nella piana campana. Fino a Capua gli unici segni di urbanizzazione corrispondono alle periferie di due piccoli centri. Per la maggior parte del percorso camminiamo dunque immersi nella campagna, quasi esclusivamente su strade sterrate.
Punti critici:

Nessuno

TAPPA 12 - da Santa Maria Capua Vetere a Maddaloni
La Reggia di Caserta è la protagonista d’eccezione di una tappa in cui il viandante deve convivere con il traffico e il rumore dell’Appia Nuova, lungo la quale si svolge gran parte del cammino.
Punti critici:

Nessuno

TAPPA 13 - da Maddaloni a Montesarchio
Una bella tappa collinare e panoramica che ci porta nel territorio della provincia di Benevento. L’itinerario non presenta particolari dislivelli e ci offre ampi panorami e tratti di paesaggio verdissimi. Percorriamo una valle stretta tra i rilievi che dividono la piana dei Regi Laghi della Valle Caudina dove, secondo la tradizione, si sarebbe svolto il celebre episodio delle Forche Caudine.
Il percorso si articola prevalentemente su strade asfaltate, ma non interessate da traffico intenso.
Punti critici:

Nessuno

TAPPA 14 - da Montesarchio a Benevento
L’esigenza di allontanarci dal traffico dell’Appia Nuova ci costringe a lasciare il fondovalle per superare il Monte Mauro e raggiungere Benevento. Il cammino è piuttosto piacevole, nonostante si svolga in buona parte su strade asfaltate.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata della Via Appia Nuova all’altezza di Epitaffio

TAPPA 15 - da Benevento a Buonalbergo
Lasciamo la direttrice dell’Appia Antica per proseguire lungo la Via Traiana, che ci condurrà verso Brindisi. Il cammino fonde bellezza naturalistica e suggestioni storiche. La strada antica si racconta attraverso numerose testimonianze, tra cui il Ponte Valentino e il Ponte dei Ladroni.
Punti critici:

Nessuno

TAPPA 16 - da Buonalbergo a Celle di San Vito
Bellissimo, impegnativo ed emozionante: questi gli aggettivi che meglio descrivono il tratto che ci porta a valicare l’Appennino, in una tappa resa impegnativa dai continui saliscendi tra le montagne che dividono la Campania dalla Puglia. Sul percorso alcuni manufatti di memoria Traiana rivelano la storicità del cammino.
Considerata la lunghezza dell’itinerario e i suoi significativi dislivelli, segnaliamo la possibilità di dividere in due la tappa pernottando a Malvizza di Sopra.
Punti critici:

Nessuno

TAPPA 17 - da Celle di San Vito a Troia
Una lunga discesa solitaria su nastri di asfalto ci porta alla base dell’altura su cui si erge Troia, l’antica Acae. Camminiamo inseriti in un paesaggio aperto, illuminato dal giallo intenso dei campi di girasole, percorrendo declivi che man mano digradano verso il mare che appare all’orizzonte.
Punti critici:

Nessuno

Tappa 18 - Da Troia a Ordona
Ci attende ancora un cammino in discesa. Lasciandoci alle spalle i dislivelli delle tappe precedenti, ci inoltriamo tra le colline della Daunia verso il fertile Tavoliere delle Puglie. Passo dopo passo, il paesaggio diventa pianeggiante. Lungo il percorso iniziamo a incontrare le rovine di imponenti masserie, che ci accompagneranno nel cammino fino a Brindisi.
Da Troia si dirama il percorso di circa 100 km che, passando per i centri abitati di Troia, Lucera, San Severo, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, raggiunge Monte Sant’Angelo.
Punti critici:

Un tratto lungo la SS90 e uno lungo la SP105

Tappa 18bis - Da Troia a Lucera
Da Troia si prosegue verso nord fino scendere nella valle ed attraversare il fiume Celone. Si prosegue quindi seguendo l'antico tratturo della transumanza che da Castelluccio Valmaggiore va a Lucera e, dopo aver attraversato il torrente Vulgano, si entra a Lucera, interessante per i monumenti da visitare.

Tappa 19 - Da Ordona a Cerignola
Camminiamo nel cuore del Tavoliere, una terra prospera coltivata a ulivi, vigneti e grano. Il percorso è piacevole e non impegnativo, possiamo goderci il paesaggio camminando in solitudine. Incontriamo solo un paese prima di raggiungere Cerignola, antica mutatio romana dove sono conservati importanti e curiosi reperti storici.
Punti critici:

Nessuno

Tappa 19bis - Da Lucera a San Severo
Si parte dal Castello di Lucera, circondato dalle sue mura, attraversando la pineta che giace ai suoi piedi. Seguendo i tratturi circondati dai campi di grano si raggiunge facilmente San Severo, la popolosa cittadina della dauna, ricca di chiese e cantine antichissime, alcune delle quali ipogee.

Tappa 20 - Da Cerignola a Canosa di Puglia

Il cammino attraverso la campagna coltivata a vitigni è breve, per cui vale la pena tenere un buon ritmo per goderci le testimonianze archeologiche del passaggio della Via Traiana a Canosa di Puglia. Il bel ponte romano sul fiume Ofanto ci introduce in un’area ricca di suggestioni storiche.
Punti critici:

L’attraversamento della SP 231 a Canosa di Puglia

Tappa 20bis - Da San Severo a Stignano
Attraversando bellissimi sentieri costeggiati da oliveti e vigneti ci dirigiamo verso i primi contrafforti del Gargano. Dopo aver incrociato alcune antiche masserie proseguiamo sulla strada Pedegarganica fino alla stazione ferroviaria di San Marco in Lamis da dove si incomincia a salire verso il Santuario di Stignano. Il paesaggio muta radicalmente, i coltivi lasciano posto a una vegetazione spontanea. A Stignano ci accolgono due chiostri di grande bellezza.

Tappa 21 - Da Canosa di Puglia a Corato
Da Canosa di Puglia si può scegliere di raggiungere Bari percorrendo la variante interna, per poi ricongiungersi alla via principale che conduce a Brindisi. L'itinerario si snoda tra i suggestivi paesaggi della campagna pugliese passando per Corato e Bitonto.
Da Canosa di Puglia si raggiunge Corato camminando tra distese di uliveti e vigneti. Lungo il percorso si consiglia una deviazione per visitare l'affascinante Castel del Monte.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata SS93 all'uscita di Canosa di Puglia, l'attraversamento della SS231 in prossimità di Andria, l'ingresso a Corato per via Castel del Monte

Tappa 21bis - Da Stignano a San Giovanni Rotondo
Evitiamo la S.S. 272 percorrendo il tratturo che sale a sinistra del Santuario fino allo spiazzo su cui giacciono i ruderi della SS Trinità. Un sentiero ancora in salita porta ad incrociare il tratturo che arriva da Castel Pagano. Superata una masseria seguiamo una stradina asfaltata per circa 2 km e attraversiamo la SP 48. Seguiamo il tratturo che prosegue sul costone sopra San Marco fino ad immergerci nella Fajarama, un fittissimo bosco di faggi. Scesi al Convento di San Matteo risaliamo, attraversando i boschi in un dedalo di mulattiere e sentieri, fino a raggiungere Coppa L’arena (936 m) da cui si domina tutta la piana della Capitanata e San Giovanni Rotondo. Un comodo sentiero scende fino alla città di Padre Pio.

Tappa 22 - Da Corato a Bitonto
Percorriamo l'antica Via Traiana fino a raggiungere il bel centro storico di Ruvo di Puglia, dove possiamo ammirare l'incantevole cattedrale. Camminiamo ancora fra gli uliveti, che ci accompagnano a Bitonto, conosciuta come "Città degli Ulivi".
Punti critici:

L'attraversamento della SP231 a Bitonto

Tappa 22bis - Da San Giovanni Rotondo a Monte Sant'Angelo
Attraversiamo tutta la cittadina verso est. Usciti da S. Govanni Rotondo percorriamo la SS 272 per 800 m per imboccare a sinistra una carrareccia che conduce ai ruderi della Chiesetta di Sant’Egidio. Scesi nella vallata si passa davanti ai ruderi di San Nicola al Pantano (XI sec.), quindi ci si inoltria nella gola della Fratta fino ad attraversare la SS 272. Un'ultima salita conduce a Monte dell’Angelo e alla Grotta Sacra di San Michele.

Tappa 23 - Da Bitonto a Bari
Una tappa di transizione, che si svolge quasi completamente nella periferia di Bari. Il percorso non è fra i più piacevoli dell’itinerario e non presenta particolari attrattive, ad esclusione della chiesa del Crocifisso all’inizio del cammino.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata della strada provinciale Bitonto-Palese, un tratto lungo la carreggiata della Strada del Torrente Balice, a Bari

Tappa 24 - Da Bari a Mola di Bari
Il cammino si snoda prima lungo la costa e poi nella campagna, caratterizzata dalle consuete coltivazioni intensive di viti e ulivi. Nella periferia di Bari attraversiamo due piccoli centri e ci immergiamo verso l’interno fino a toccare nuovamente il mare, giungendo a Mola di Bari.
Punti critici:

Nessuno

Tappa 25 - Da Mola di Bari a Monopoli
La bellezza della costa e il verde azzurro intenso dell’acqua caratterizzano la prima parte di questa spettacolare tappa sulla Via Francigena. A metà del percorso ci attende una perla: l’incantevole borgo di Polignano a Mare. Meno affascinante l’ultimo tratto che ci accompagna alla meta di oggi, la bella Monopoli.
Punti critici:

Un tratto lungo la SS16 all’uscita di Mola di Bari

Tappa 26 - Da Monopoli a Torre Canne
Resti archeologici sulla Via Traiana e distese di ulivi secolari: la storia antica dell’uomo e quella della natura si uniscono su questo tratto di percorso. Lungo il cammino sostiamo a visitare gli affascinanti resti di Egnazia, antica città portuale romana, prima di raggiungere Torre Canne, meta della tappa.
Punti critici:

Alcuni tratti lungo la carreggiata della SP90 in prossimità di Egnazia

Tappa 27 - Da Torre Canne a Torre Santa Sabina
Il percorso si snoda nell’entroterra pugliese ricalcando lo storico percorso della Via Traiana. Sostiamo ad ammirare il dolmen di Montalbano e procediamo accanto agli ulivi secolari, protagonisti indiscussi del cammino, alla scoperta delle tradizioni rurali del territorio fra masserie e frantoi ipogei. Ci riavviciniamo alla costa e giungiamo alla meta, Torre Santa Sabina.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata della SP19, nei pressi di Rosa Marina

Tappa 28 - Da Torre Santa Sabina a Brindisi
Viviamo l’emozione di portare a termine il cammino. Percorriamo una tappa, che per noi rappresenta la meta, ma per secoli è stata un punto di partenza per i pellegrini che s’imbarcavano verso la Terra Santa. Il percorso ci regala bellezza fino all’ultimo passo: prima attraversiamo la splendida Riserva naturale di Torre Guaceto, poi giungiamo alle colonne romane di Brindisi, in riva al mare, dove termina la Via Appia, e con lei il nostro cammino.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata di via di Torre Testa, poco prima di Brindisi

Tappa 29 - Da Canosa di Puglia a Barletta
Variante marittima
Da Canosa di Puglia si può scegliere di raggiungere Bari percorrendo la variante marittima, per poi ricongiungersi alla via principale che conduce a Brindisi. L'itinerario si sviluppa lungo la costa adriatica passando per incantevoli centri storici come quelli di Barletta, Bisceglie e Giovinazzo.
Da Canosa di Puglia, percorsi gli ultimi chilometri nella campagna interna fra viti e ulivi a perdita d'occhio, visitiamo la vasta area archeologica di Canne della Battaglia e proseguiamo verso Barletta, raggiungendo le acque dell'Adriatico.
Punti critici:

Un tratto in cui bisogna camminare lungo la carreggiata della SP 3

Tappa 30 - Da Barletta a Bisceglie
Variante marittima
Una tappa emozionante, che oltre a regalare scorci paesaggistici di rara bellezza, ci accompagna alla scoperta di alcuni tra i più importanti edifici religiosi del romanico pugliese. Fra questi spicca la splendida cattedrale di Trani. In questo tratto di costa il paesaggio fonde armonicamente elementi architettonici e naturali: la pietra bianca delle cattedrali e l’azzurro del mare.
Punti critici:

Un sentiero poco visibile alla fine del lungomare di Barletta, un tratto di circa 2 km lungo la carreggiata della SS Adriatica all’ingresso di Trani, e circa 700 m all’ingresso di Bisceglie

Tappa 31 - Da Bisceglie a Giovinazzo
Variante marittima
Camminiamo piacevolmente in prossimità del mare, inoltrandoci a tratti verso l’interno. Veniamo accolti quindi dalla luminosa pietra bianca dei centri storici di Molfetta e Giovinazzo.
Punti critici:

Alcuni tratti lungo la carreggiata della SS16 prima di Giovinazzo

Tappa 32 - Da Giovinazzo a Bari
Variante marittima
Il cammino ci allontana dai piccoli centri marini delle tappe precedenti per farci approdare in una grande città. Giunti alla meta ammiriamo lo splendore e la magnificenza del Castello svevo-normanno e della Basilica di S. Nicola.
Punti critici:

Un tratto lungo la carreggiata della SS16 all’uscita da Giovinazzo fino a Santo Spirito


 
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